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FAQ (Frequently Asked Question)
- Cos'è la geotermia a bassa entalpia?
- Dove può essere applicata la geotermia?
- Come funziona un impianto di geotermia?
- Quali vantaggi offre la geotermia?
- Quali svantaggi può portare la geotermia?
- La geotermia sostituisce un impianto tradizionale?
- Cosa significa scegliere un impianto geotermico?
- Cosa sfrutta la geotermia?
- La geotermia costa di più?
- Quali sono i tempi di ammortamento dell’impianto geotermico?
- La coibentazione e la geotermia.
- Cosa offre la Finanziaria per la geotermia?
- 1. Cos'è la geotermia a bassa entalpia?
-
La geotermia a bassa entalpia è una tecnologia per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti che sfrutta
il calore dello stato più esterno della crosta terrestre. La temperatura dello strato superficiale della terra,
pur non essendo elevata, ha la caratteristica di rimanere costante nel corso dell’anno, per cui può essere sfruttata
efficientemente attraverso una pompa di calore. La geotermia non implica lo sfruttamento dell’acqua di falda ma
semplicemente lo scambio termico con i terreni o le rocce. Si distinguono, infatti, dalla geotermia gli impianti
con pompe di calore che sfruttano l’acqua attraverso pozzi di emungimento e iniezione.
- 2. Dove può essere applicata la geotermia?
-
La geotermia a bassa entalpia è proponibile come alternativa agli impianti di riscaldamento/raffrescamento tradizionali
nella quasi totalità dei casi. Sono possibili infatti applicazioni in alta montagna così come lungo le coste.
Ricordiamoci che questa tecnologia in Europa è nata e si è diffusa soprattutto in quei paesi dove la temperatura invernale
è rigida. Svezia, Germania, Austria e Svizzera utilizzano pompe di calore applicate a sistemi geotermici da oltre 30 anni.
Ovviamente il dimensionamento delle sonde o del campo di sonde geotermiche deve essere eseguito in modo puntuale in
relazione ai parametri di natura geologica caratteristici di ciascuna località.
- 3. Come funziona un impianto di geotermia?
-
La geotermia sfrutta dei principi semplici nel totale rispetto dell’ambiente.
Dal punto di vista termodinamico, la pompa di calore è una macchina che durante l’inverno trasferisce energia termica
dalla terra (sorgente di calore a bassa temperatura) agli ambienti interni di una costruzione (pozzo di calore a
temperatura superiore) assorbendo energia elettrica.
In fase estiva, il funzionamento della macchina può essere invertito, producendo acqua refrigerata impiegata per il
raffrescamento/condizionamento degli ambienti.
- 4. Quali vantaggi offre la geotermia?
-
Offrendo delle condizioni ottimali dal punto di vista del benessere termoigrometrico e quindi della qualità di vita,
la geotermia è una soluzione impiantistica che offre una maggiore “efficienza energetica” rispetto agli impianti
tradizionali. “Maggiore efficienza” significa minor consumo di energia primaria con conseguente minor impatto ambientale
e minor spesa di funzionamento.
Sul piano economico questa “maggiore efficienza” si traduce quindi, a fronte di un maggior investimento iniziale, in
un notevole risparmio nei costi di riscaldamento invernale e di raffrescamento estivo.
Dalla migliore “efficienza energetica” derivano anche, notevoli vantaggi sul piano ambientale come un minor impatto
sul problema del riscaldamento globale e sui fenomeni di inquinamento locale dell’aria. A questo proposito ricordiamo
che le pompe di calore non comportano in sé emissioni di polveri sottili, CO, CO2 e di tutti gli altri inquinanti,
frutto della combustione, che hanno un effetto dannoso sulla qualità dell’aria e sul global warming.
- 5. Quali svantaggi può portare la geotermia?
-
La geotermia può essere senza dubbio considerata la soluzione impiantistica attuale che riserva meno svantaggi rispetto
alle altre sul piano della funzionalità, così come sui piani economico e ambientale.
Si tenga presente che il progettista degli impianti geotermici deve avere una formazione specifica e deve essere
supportato da sufficiente esperienza per eseguire un dimensionamento adeguato di tutte le parti che compongono
l’impianto, al fine di garantirne il corretto funzionamento e al fine di non vanificare i vantaggi propri di questa
tecnologia. Affidandosi, infatti, a progettisti non adeguatamente preparati e/o senza esperienza si corre il rischio
di acquistare un impianto con problemi di funzionamento o, come spesso accade, con spese di esercizio elevate a causa
di una bassa efficienza.
Competenza e professionalità sono la base per un risultato ottimale.
- 6. La geotermia sostituisce un impianto tradizionale?
-
La geotermia si propone come un’alternativa ai sistemi di riscaldamento e raffrescamento tradizionali in quanto può
sostituire questi ultimi senza limiti di taglia (potenza) e prestazioni.
Pertanto, se ben dimensionato, un impianto geotermico non necessita di essere affiancato da nessun altro sistema di
climatizzazione funzionante con combustibili.
Sfruttando una risorsa di energia rinnovabile, la geotermia è nata e si diffonde con l’intenzione di ridurre la
dipendenza dalle fonti di nature fossile come gasolio, gas e GPL.
- 7. Cosa significa scegliere un impianto geotermico?
-
Chi sceglie la geotermia sceglie uno stile di vita rivolto al rispetto dell’ambiente. Solo una progettazione che
non si preoccupa solo del dimensionamento della pompa di calore e della sonda ma che si spinge oltre, con un
approccio mirato all’ottimizzazione dell’efficienza energetica della costruzione nel suo complesso attraverso
un’accurata progettazione degli isolamenti e un puntuale dimensionamento dell’impianto in tutte le sue parti,
garantisce di raggiungere un’alta prestazione energetica e quindi un’ottima prestazione economica ed ambientale.
- 8. Cosa sfrutta la geotermia?
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La geotermia per il riscaldamento invernale sfrutta come sorgente di calore lo strato superficiale della crosta
terrestre. Quest’ultimo costituisce un’inesauribile fonte di calore a bassa temperatura che può essere sfruttato ai
fini del riscaldamento a mezzo di una pompa di calore.
In termini di bilancio energetico, un impianto che ha un coefficiente di prestazione (COP) pari a 4 produce per ogni
kWh di energia elettrica assorbita 4kWh di energia termica prelevando dal sottosuolo 3kWh. In termini percentuali
ciò significa che il 75% (3/4) dell’energia termica utilizzata ai fini del riscaldamento è prelevata dalla terra,
per cui tale percentuale di energia non è stata generata da un processo di combustione. Lo sfruttamento dell’energia
rinnovabile presente nel sottosuolo spiega il vantaggio economico ed ambientale associato alla geotermia a bassa entalpia.
- 9. La geotermia costa di più?
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Sul piano economico la geotermia comporta un investimento iniziale maggiore rispetto ai sistemi di riscaldamento e
raffrescamento tradizionali. L’entità di tale maggiore investimento decresce sensibilmente all’aumentare dell’efficienza
energetica dell’involucro edilizio. Ciò significa che progettando adeguatamente la costruzione e adottando dei sistemi di
isolamento ad alte prestazioni energetiche è possibile ridurre in modo significativo la spesa iniziale. A questo proposito
possiamo senza dubbio affermare che l’impianto geotermico diventa economicamente concorrenziale con un impianto tradizionale
qualora la costruzione abbia un fabbisogno di energia compatibile con le classi energetiche A o B. Per edifici rientranti
in tali classi energetiche la geotermia è quindi una valida alternativa ai sistemi tradizionali anche sul piano
dell’investimento iniziale.
A fronte del maggiore investimento, l’impianto geotermico, se ben dimensionato, garantisce una riduzione dei costi di
riscaldamento invernale del 50% circa rispetto ad un impianto a metano.
- 10. Quali sono i tempi di ammortamento dell’impianto geotermico?
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Nell’ipotesi di un impianto geotermico a servizio di una costruzione appartenente a una classe energetica alta (A o B),
l’entità dell’investimento iniziale supera del 20-30% l’investimento alternativo con caldaia a metano. Essendo i costi
di riscaldamento con sistema geotermico inferiori del 50% circa rispetto all’impianto a metano, ne risulta che il tempo
di ammortamento del maggiore investimento è di circa 6-10 anni.
- 11. La coibentazione e la geotermia.
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Chi sceglie un impianto geotermico abbraccia una filosofia che ha come obiettivo l’ottimizzazione dell’efficienza
energetica del complesso costruzione-impianto.
L’adozione di un grado di coibentazione elevato costituisce il primo passo indispensabile verso il raggiungimento di una
buona prestazione energetica.
Sul lato pratico non è possibile pensare di ottenere una consistente riduzione delle emissioni di sostanze inquinanti
nell’aria e una riduzione dei costi di riscaldamento trascurando l’aspetto delle coibentazioni dell’involucro edilizio.
Infatti, una scelta accurata dei materiali da costruzione isolanti e degli spessori da applicare in sé garantisce già un
risparmio notevole per le spese di riscaldamento e raffrescamento a prescindere dall’applicazione della geotermia.
Dal punto di vista dell’investimento una buona coibentazioni, che garantisce il raggiungimento di un’alta classe energetica
(classe A o B), comporta una riduzione della potenza nominale dell’impianto, con la conseguente riduzione del costo iniziale.
Si tenga presente a questo proposito che l’investimento per la geotermia è così sensibile all’efficienza energetica
dell’involucro edilizio da rendere tale investimento troppo oneroso rispetto all’alternativo impianto a gas per edifici
appartenenti a classi energetiche basse (classe C o inferiore).
- 12. Cosa offre la Finanziaria per la geotermia?
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La circolare dell’Agenzia delle Entrate n°36 del 31/05/07 (disponibile sul nostro sito sotto la voce Regulations)
fornisce una ufficiale interpretazione della Finanziaria 2007 conducendo con chiarezza le seguenti conclusioni:
• Per gli edifici di nuova costruzione la geotermia non è soggetta ad alcuna agevolazione fiscale.
• Per i contesti di ristrutturazione o per la semplice sostituzione dell’impianto la geotermia è inclusa esplicitamente
tra gli interventi di riqualificazione energetica dell’edificio. Di conseguenza se il fabbisogno di energia primaria
annuo per la climatizzazione invernale è ridotto del 20% rispetto al valore indicato nell’allegato C, punto 1,
tabella 1 del D.Lgs. 192/05, l’investimento per la geotermia è soggetto all’agevolazione fiscale così come prevista
dalla Finanziaria per le riqualificazioni energetiche.
In contesti esistenti, in fase di ristrutturazione, è comunque possibile sfruttare anche indirettamente le agevolazioni
previste dalla Finanziaria per gli interventi sulle strutture opache e sugli infissi.
Infatti, migliorando, le coibentazioni delle strutture opache verticali e orizzontali e sostituendo vetri e serramenti,
è possibile, raggiungendo l’obiettivo specifico fissato dalla Finanziaria, accedere alla detrazione fiscale per tali opere.
Il miglioramento delle coibentazioni influirà quindi positivamente sull’investimento per la geotermia riducendone l’entità.
Tale approccio indiretto è, come ovvio, sfruttabile anche per tutte le altre tipologie di sistemi di riscaldamento e
climatizzazione ma lo è in modo particolare per la geotermia, il cui costo iniziale è fortemente influenzato dall’efficienza
energetica dell’involucro edilizio.
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